tested: STORIA DI UNA FORCELLA FOX VAN 36

Ci siamo, era arrivato il momento di fare qualche cambiamento sulla mia amata bici. Cosa fare? Certo, una nuova forcella potrebbe dare nuova vitalità ad un telaio fantastico. Ma se vi proponessero un upgrade….cosa fareste? Bene, io ci ho creduto e vi racconto la mia esperienza.

Le modifiche sono state effettuate dallo specialista in sospensioni, Antonio Grigoli, titolare della “Motosport Sospensioni” di San Giovanni la Punta (CT).

Prima giornata di test per la FOX 36 VAN a molla, a cui abbiamo aggiunto la dicitura “EVO”.

Il primo test è stato effettuato su un trail ETNEO, il rifugio CITELLI.

Il terreno di origine vulcanica ha svariate caratteristiche, parte dal RIFUGIO CITELLI e discende il ripido fianco della montagna, trail reso difficile dalla variegata morfologia del terreno e dalla lunghezza del percorso, con un dislivello di 840 metri e punti con pendenze che arrivano fino al 36%, come si evince dal grafico.

Questo il profilo altimetrico:

altimetrico_citelli

Man mano che si scende il terreno cambia. Poca pomice con ancora molta sabbia vulcanica, poi un tratto di trasferimento tra due single track, zona “Casa de Fanciullo”, asfaltato e in parte pulito, in parte con pomice e sabbia.
Dopo di ciò si arriva in un tratto composto da pietre smosse e spigolose.
Per finire, si percorre il trail “Citelli basso” composto da terra compatta, intervallata da pericolose canalette scavate dall’acqua piovana.

Ho testato la forcella con la mia Specialized Enduro Expert EVO modello 2012. Le condizioni della bici prima e dopo l’upgrade alla forcella sono inalterate, in modo da imputare qualsiasi cambiamento alle modifiche apportate.

Tutte le parti realizzati per l’assemblaggio della cartuccia

Tutte le parti realizzati per l’assemblaggio della cartuccia

La forcella ha subito un’evoluzione notevole, è stata migliorata la “scorrevolezza” (adesso superiore al trattamento kashima), inoltre, è stata sostituita la cartuccia interna con una di dimensioni più generose a doppia regolazione, (è stata aggiunta la regolazione di compressione) cartuccia interamente progettata e costruita nell’attrezzeria dalla MOTOSPORT SOSPENSIONI, che ha applicato la sua ventennale esperienza in sospensioni da fuoristrada e nell’utilizzo delle macchine utensili. A tal proposito sotto riporto i link dove vengono illustrate in maniera dettagliata le modifiche apportate alla forcella.

La prima discesa la affronto ad una velocità ridotta, in modo da testare il sistema progressivamente. Appena in sella noto sin da subito la notevole scorrevolezza della forcella! Ad ogni lieve pressione esercitata sul manubrio, si percepisce che nell’affondamento non vi è più lo “startup” o punto di stacco, che nella forcella in configurazione standard è oltremodo evidente, ciò mi ha indotto ad affrontare con maggior fiducia ed ulteriore determinazione ogni tipo di asperità che mi si è presentata percorrendo i diversi trail.
La seconda discesa la imposto con un ritmo decisamente più sostenuto!

Il pompante di ritorno con la fascia di tenuta, la molla e la valvola di riempimento

Il pompante di ritorno con la fascia di tenuta,
la molla e la valvola di riempimento

Nonostante l’aumento di velocità, continuo ad avere un buon controllo della bici, la forcella assorbe con facilità tutti gli ostacoli che di volta in volta mi si presentano, anche la dove tra la sabbia trovo tronchi o pietre, ostacoli che vengono assorbiti sempre con assoluta fluidità! Il continuo e preciso contatto della ruota anteriore con il terreno, consente dei cambi di direzione più precisi e veloci, la ruota, pur affondando nel terreno sabbioso permette all’avantreno di mantenere con facilità e precisione la traiettoria impostata, quindi, la direzionalità dell’avantreno.

Arrivo sul tratto asfaltato, punto di trasferimento tra i due trail.

La sicurezza acquisita nel precedente tratto in fuoristrada mi permette un’andatura ancora più sostenuta nelle curve sporcate dai sottili strati di sabbia e pomice, certo ormai di un ottimo controllo dell’anteriore, anche in presenza di un lieve ondeggiamento innescato dall’ammortizzatore posteriore.

L’eccellente scorrevolezza della forcella, mi permette di lasciare agli pneumatici un unico compito, l’aderenza al terreno! La gomma sicuramente si deforma sulle spigolosità delle rocce, ogni minimo impatto viene subito trasmesso alla forcella, che avendo uno start-up nullo lo smorza.

Il test prosegue su un altro trail Etneo:
SALTO DEL CANE

Questo il profilo altimetrico:

altimetrico_salto_del_cane

La differenza con il trail del CITELLI consiste in un dislivello di 450 metri, ma in soli 2,5 km, divario che ci da la possibilità di raggiungere velocità molto elevate!
Il terreno si presenta all’inizio duro e compatto, poi si giunge in un tratto di pietraia e sul finire, troviamo la caratteristica sabbia del nostro vulcano.
Questo trail è caratterizzato dalla presenza di numerose pedane configurate in modalità drop e jump, alcuni proiettanti in alto con voli di diversi metri.
In atterraggio dai salti si trova il fondo smosso, dovuto all’impatto degli pneumatici quando si tocca il terreno.
In genere abbiamo sempre una curva dopo ogni salto, quindi, bisogna fare molta attenzione nell’impostare la traiettoria giusta.
Caricare la ruota anteriore in modo eccessivo potrebbe essere controproducente sul terreno smosso.
Le pendenze arrivano fino al 37%. Se si percorre il trail tutto di un fiato e si tiene un ritmo elevato, si può mettere a dura prova il fisico e la bici.
Le prime discese, come al solito, le faccio per saggiare le condizioni del tracciato, che variano a seconda del tempo. Il terreno, l’umidità e le mie condizioni fisiche mi fanno pensare che sarà una gran bella giornata.

Ultimato il giusto setting della forcella, affronto la prima discesa e avverto con piacere le buone sensazioni trasmesse dall’anteriore.

Dopo tre discese, cambio la regolazione in compressione, chiudendola di due giri, in modo da frenare l’affondamento in compressione, differenza che avverto immediatamente.

Parti costruite con l’ausilio di tornio e fresa per la compressione

Parti costruite con l’ausilio di tornio e fresa per la compressione

Questa regolazione non esisteva nella FOX originale, è stata aggiunta per poter avere un ulteriore controllo necessario all’atterraggio dei salti, che a salto del cane sono numerosi e impegnativi.
Devo a questo punto dire che, qui le sensazioni diventano anche soggettive.
Influiscono peso del biker e dinamica del salto, dove la regolazione in compressione torna utile per trovare il giusto compromesso tra affondamento e sensibilità sulle pietre.

Sensazioni:
Controllo ancora eccellente.
Flow sui salti e allo stacco dalla pedana, l’atterraggio risulta oltremodo felpato.
I cambi di direzione sono precisi e sicuri, in poche parole, rapidi.
Sulla pietraia qualunque linea si prende va sempre bene…mastica ogni pietra, anche quelle smosse!
Il controllo nei tratti sabbiosi continua ad essere sempre eccellente, anche nella fase di atterraggio prima di impostare la curva.
Insomma, che dire…favolosa evoluzione di una forcella che di factory made non ha più nulla se non gli involucri esterni.

Non è per caso che in questa giornata di test a salto del cane, ho fatto il mio personale record per tempi di percorrenza del trail.

Dedotto ciò, posso affermare, che la forcella fa più che bene il suo lavoro. Le prestazioni dopo le modifiche sono notevolmente migliorate, tanto da trasmettermi la sicurezza necessaria per affrontare i tratti più impegnativi del trail a velocità che non mi erano possibili prima..

Il pompante di compressione montato sul suo supporto

Il pompante di compressione montato sul suo supporto

Dopo averlo provato, posso affermare che il concetto di “scorrevolezza” applicato alla forcella è importantissimo! “UPGRADE” consigliabile come primo intervento da effettuare su ogni forcella, e come abbiamo affermato in precedenza, dal rendimento addirittura superiore alle forcelle con il trattamento Kashima, anche lasciando l’idraulica originale.

Se il sistema steli/foderi non fosse così scorrevole, ogni impatto graverebbe sul pneumatico, con grande stress meccanico del cerchio, impatto che inevitabilmente verrebbe trasmesso alle braccia, che dovrebbero a questo punto sostituirsi agli ammortizzatori.

Una maggiore sicurezza nel controllo della bici certamente riduce lo stato di tensione.

Se una forcella non fa bene il suo lavoro, dopo poche raidate, la fatica fisica e psichica si impossessa del nostro corpo, ed inevitabilmente ci porta ad uno scadimento della prova, con la conseguente perdita del divertimento e delle “performance” per chi vuole primeggiare sui trail.

Arrivederci al prossimo test.

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