Single? Ha suoi vantaggi!

Ci riferiamo naturalmente ad una trasmissione single-speed! Usarla renderebbe davvero chiunque un biker migliore? Scopriamolo.

Le mountain bike dell’era moderna sono un capolavoro di ingegneria meccanica e raffinatezza produttiva tale da lasciare sbalordito chi non ne avesse mai guardata una veramente da vicino. La fibra di carbonio ormai domina il mercato, le gomme sono tubeless, i reggisella si alzano ed abbassano a comando, le sospensioni fanno bella mostra di sè ed ovviamente i rapporti nella cassetta pignoni sono così tanti che si può perderne il conto.

C'è ben poco da meravigliarsi quindi se ci domandiamo come facessimo una volta ad andare sui soliti percorsi con mezzi preistorici al confronto. Molti di noi non riescono nemmeno più a ricordarsele certe sensazioni... Vi invitiamo allora ad un atto di fede ed a salire in sella ad una single-speed da 29 pollici!

Un motivo per farlo c'è! E’ davvero più probabile di quel che si pensi che prendere in considerazione la cosa possa rendere chiunque un biker migliore, in ogni senso.

Inoltre, più è sofisticata la bici di chi si presterà a queste valutazioni e più grandi saranno i benefici che ne potrebbe trarre. Le ammortizzazioni e tutti i rapporti oggi disponibili sono un'ottima cosa, perché spesso perdonano i nostri errori di traiettoria ed approccio ai vari ostacoli sul fondo. Errori che quindi molti bikers nemmeno notano, giustamente concentrandosi sul divertimento di quello che stanno facendo. Se però di colpo potessero capire dove sbagliano, grazie ad un mezzo decisamente spoglio di diavolerie tecniche, imparerebbero sicuramente a non ripeterli più! Conservare lo slancio In sella ad una single-speed questa è la prima cosa che si impara, visto quanto possa costare un rilancio sia in salita che in discesa, a seconda delle pendenze o della misura in cui si riveli diverso il rapporto a disposizione rispetto a quello effettivamente necessario.

Diventa pertanto una vera e propria arte il saper valutare con precisione il grado di difficoltà di ogni curva che si stia per affrontare. Un rallentamento eccessivo rispetto all'impegno di guida poi richiesto, comporterebbe un rilancio dispendioso ed a volte impossibile. Se si perde la cadenza di pedalata ideale in salita può essere davvero un'impresa il ritrovarla. Per rendersene conto, basta pensare che in genere il rapporto di una single-speed equivale a quello intermedio di una normale mtb, o appena più corto, troppo duro quindi in salita ma troppo leggero in discesa. Si capisce pertanto abbastanza presto che convenga aumentare il ritmo prima di affrontare uno strappo secco, così da imparare nel contempo anche come far girare le gambe a ritmi che per molti sono ancora da "fuorigiri". Esagerare vuol dire rischiare di farsi del male ed ottenere anche poco o nulla, ma attenti pure al rischio contrario, ovvero ad un sovraccarico della muscolatura lombare, in particolar modo se sapete già di non poter contare su una schiena perfetta.  In discesa invece sarà impossibile, o quasi, avere il rapporto giusto per un rilancio, quindi si impara a prendere le curve a tutta, già con un piede staccato dal pedale, una cosa che molti di voi non hanno in effetti tuttora digerito a fondo, sebbene il motivo sia probabilmente il fatto che non si stiano prendendo le curve davvero con velocità al limite. Attenzione infine che lo slancio lo si può persino aumentare senza pedalare.

Ricordate di quanto discusso in merito al "pompare" sul mezzo? Avete avuto mai l'occasione di assistere ad una gara in un pump track e vedere che velocità che riescono a raggiungere i migliori bikers senza alcun colpo di pedale? Il percorso va pensato come una sorta di pump track gigante nel quale pompare ad ogni occasione buona. Per farlo vi è sufficiente metabolizzare i movimenti corretti, ovvero alleggerirsi sulla bici, specialmente sul manubrio, salendo una asperità, e caricare poi il proprio peso discendendola, lanciando in avanti il  mezzo con gambe e braccia. Anzi, è il corpo intero che lavora! Sappiamo bene che sembri quasi un'eresia o comunque poca cosa, perché ci siamo passati anche noi, ma provate a darci retta ed avrete modo di scoprire un mondo nuovo!

Pedalata tonda?

E uno dei concetti più sfuggevoli per tanti bikers, molto meno per chi corre invece su strada e, non essendo distratto da rocce e radici, può concentrarsi sul proprio gesto atletico. In sostanza si tratta di smussare il più possibile ogni picco (positivo e negativo) nella spinta sui pedali, accompagnando la pressione su quello anteriore con la trazione su quello posteriore. Non è facile arrivare ad un buon risultato, quindi non abbiate troppa fretta, ma sappiate che verrà da solo con il tempo e la pratica. Non per niente ad occhio si riconosce subito chi pedala da anni e chi è invece alle prime esperienze... L'unica eccezione concessa è quando la cadenza scade a dei livelli limite o ci si alza in piedi sui pedali. In gergo si dice che c'è chi pedala talmente irregolare da "prendere a calci" la bici, ma non spingiamoci fino a questo punto.

Sempre rilassati

Non irrigiditevi in discesa e vedrete come il mezzo scorrerà più velocemente sul percorso. Dovrete inoltre mantenere una postura che agevoli l'assorbimento delle asperità, quindi con gli arti piegati e pronti ad ammortizzare. Attenzione, che è una posizione alla lunga delle più stancanti e quindi dovrete essere già in forma, o prepararvi con un po' di sana ginnastica di base. Le ruote da 29" si riveleranno una manna, per la maggior capacità di superamento ostacoli (data dal diametro superiore che rende ogni ostacolo più piccolo) ed anche per come i volumi d'aria senza dubbio più elevati smorzino più efficacemente gli urti con gli ostacoli sul fondo.

"Ritorno al futuro"

Risalire, dopo aver assimilato la guida di una 29er rigida e single-speed, sulla vostra precedente bici, è più un ritorno al presente che al futuro, ma sarà in ogni caso un momento di grande sorpresa. E scommettiamo che non pensavate di potervi migliorare così tanto!

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